Dighe del Panperduto

Dighe del Panperduto

Il Panperduto rappresenta un luogo simbolo dell’attività del Consorzio Est Ticino-Villoresi e della sua storia. Per questo si presta ad essere valorizzato come “luogodi rappresentanza”, in cui accogliere gli ospiti e far comprendere le attività, il ruolo e l’importanza del Consorzio stesso. In quest’ottica, esso si deve caratterizzare come un luogo “tradizionale”, capace di richiamare la lunga storia del Consorzio, ma anche “innovativo”, per dimostrare proattività e orientamento al futuro.

Le Dighe di Panperduto, sul fiume Ticino, costituiscono un monumento del XIX secolo, frutto di un grande progetto di riorganizzazione del bacino idraulico del fiume che ha coinvolto sia l’Italia che la Svizzera e in particolar modo proprio il Canton Ticino e la Lombardia. Le Dighe rappresentano l’ultimo grande intervento di regimazione idraulica sul Ticino e costituiscono oggi la vera “sorgente” del sistema dei Navigli milanesi occidentali e del Canale Villoresi. Questo nodo idraulico, unito alle trasformazioni a monte (nel bacino idrografico ticinese soprattutto) si è continuamente evoluto per mano dell’uomo portando ad un sottile equilibrio tra l’ambiente e gli usi irrigui, energetici e trasportistici.

L’area del Panperduto appare come uno straordinario esempio di efficace sintesi turistica e di sviluppo sostenibile e in sé rispecchia appieno il carattere genetico distintivo delle Vie d’acqua in Lombardia: ambiente e operosità, contesto naturale e produzione. Inserita in un contesto ambientale pregevolissimo e attrattivo per il turismo leisure, essa è divenuta polo di attrazione connesso anche col turismo business e congressuale e conserva vivo ed evidente anche il suo ruolo produttivo e tecnico per quanto riguarda gli aspetti idraulici (incile del canale industriale), quelli connessi con l’irrigazione (incile del Villoresi) e soprattutto quelli legati alla produzione di energia (Centrale di Porto della Torre). Il Panperduto è una sorta di biglietto da visita dell’intero sistema della civiltà dell’acqua lombarda: sintetizza un modello culturale del passato e del presente che trova la sua massima espressione proprio nel concetto di sviluppo sostenibile che coniughi produzione di ricchezza e fruizione equilibrata delle risorse naturali. Il reticolo idrografico artificiale e naturale è ancora motore di sviluppo economico e lo è su piani diversi. In virtù dell’enorme patrimonio di beni artistico-culturali che intorno ad esso gravitano costituisce polo di attrattività turistica, ma soprattutto come sistema di irrigazione efficiente e funzionale ancora oggi, dopo centinaia di anni, dà impulso allo svolgersi delle attività agricole nelle aree più produttive di tutta Europa; come fonte di energia rinnovabile rappresenta la più preziosa delle risorse sia a livello economico, sia per la sua valenza sostenibile.

L’itinerario navigabile a oggi prevede il servizio di trasbordo dei turisti dal pontile di attracco a monte delle Dighe presso la foce dello Strona a Somma Lombardo fino all’Ostello “Locanda Panperduto”, da lì all’isola di Confurto, una lingua di terra tra il fiume Ticino e il bacino di calma del Panperduto . Qui si ha la sede del Museo delle Acque Italo-Svizzere, pensato come un “museo diffuso” o “ecomuseo”, ovvero come un museo con una propria sede espositiva ma pienamente integrato con l’ambiente e il territorio circostante.

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